Il senso della morte e del lutto nei Gorilla

Il senso della morte e del lutto nei Gorilla

Gioie e dolori non sono solo degli uomini ma anche della specie più vicina al genere umano: i primati. Che, secondo studi e ricerche, anche visive in molti casi, spesso si abbandonano a manifestazioni ben riconoscibili davanti alla morte di parenti stretti ma anche sconosciuti. Un atteggiamento tipicamente umano, ma non solo, a quanto pare. E queste interazioni, in natura, sono all’ordine del giorno. Un privilegio, poterle documentare.

Non è cosa facile, o di certo non capita quotidianamente, osservare un funerale tra gorilla: è cosa nota che i primati, sul punto di morte, si allontanano dal gruppo e vanno in disparte. Non sono scientificamente probanti i gesti di esemplari viventi in riserve o giardini zoologici. Ma la morte di Tuck e Titus, due gorilla di montagna “silverback”, ovverosia col dorso argentano, residenti nel Volcanoes National Park, in Ruanda, ha fornito a due scienziati del Dian Fossey Gorilla Fund International di Atlanta l’occasione per studiare la gestualità associata agli eventi luttuosi tra questi primati.

Subito dopo la morte dei gorilla, infatti, entrambi anziani e malati, i membri del branco si sono raccolti attorno ai loro corpi cercando di interagire: stuzzicandoli, toccandoli, fronteggiandoli con aggressività, battendo le mani sul petto, colpendo e calciando la salma, emettendo suoni. Un giovane gorilla, legato a Titus, ha dormito per due giorni davanti al corpo del gorilla defunto, steso sullo stesso letto di foglie dell’esemplare deceduto. Mentre un altro, il figlio di Tuck, ha provato a succhiare del latte nonostante uno svezzamento già avvenuto.

Ricercatori colpiti ma fin qui potrebbe essere considerato quasi tutto normale. Quel che veramente ha stupito è l’atteggiamento dei gorilla di montagna del Kahuzi Biega National Park, in Congo. Un animale della stessa specie morto, ma di diverso gruppo sociale, è stato “compianto” da un gruppo sociale estraneo, come testimoniato dagli scienziati in un articolo pubblicato su PeerJ. Imbattutisi nel corpo, i gorilla l’hanno fissato ed hanno cominciato a praticare il grooming (la pulizia del mantello, n.d.r). Un lutto non esasperato ma di certo nemmeno ignorato.

Si tratta di forme di lutto, pur non sapendo cosa intrinsecamente provino questi animali, intelligenti ed emotivamente complessi, come è stato possibile documentare. Ma al momento il mistero permane e questi atteggiamenti possono essere interpretati come differenti comportamenti dinanzi alla morte, rispetto a quelli dell’uomo.

Per certi animali, come per i gorilla ad esempio, vegliare su corpi scoperti e provare ad interagirvi è molto rischiosa: si tratta di una esposizione grossomodo alta a rischi di virus, come l’Ebola. Oppure la veglia su un animale ucciso a causa di una trappola minaccerebbe l’incolumità stessa dei gorilla ancora in libertà. Un comportamento diffuso e, probabilmente, decisivo in fase di evoluzione. Secondo una ipotesi più o meno accreditata, la capacità di alcuni gruppi di gorilla di interagire coi defunti darebbe maggiori possibilità di vita a chi, invece, sceglie una vita socialmente meno attiva.

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