Tra oggi e domani: il drammatico rapporto Censis sul nostro paese

Tra oggi e domani: il drammatico rapporto Censis sul nostro paese

La nostra è un’Italia sempre più incattivita, impaurita e soprattutto impoverita. Questo è lo scenario disegnato dal Rapporto Censis, il cinquantaduesimo, in cui si parla di sovranismo psichico e si delinea il ritratto di  un paese in forte e perenne difficoltà. Aumenta, secondo quanto raccolto, il divario tra Nord e Sud: il primo in affanno, non mantiene più le promesse in materia di crescita, lavoro e stabilità. Il secondo, invece, si impoverisce e spopola in continuazione.

I dati parlano chiaramente e dipingono un quadro drammatico: il 6,9% delle famiglie in Italia è in condizioni di povertà assoluta: parliamo di un milione e 793mila persone. Il 29,2% di essere sono straniere. Si tratta di un aumento del 10,6% rispetto al 2016, quando si era su percentuali vicine al 6,3% totale. Inoltre, negli ultimi quattro anni, con una crescita media del 22% delle famiglie in stato di grave indigenza, quelle italiane sono cresciute dell’11,5%, quelle straniere del 20,6% e le miste finanche del 183,1%. In Italia sono il 17,5% dei nativi (media Ue: 15,5%), il 28,9% degli stranieri comunitari (media Ue: 22,3%) e il 41,5% dei cittadini non comunitari (media Ue: 38,8%). Un paese fortemente impaurito anche dalle immigrazione: il Censis sostiene che il 63% degli italiani vede in maniera negativa gli arrivi da Paesi non comunitari nella nostra nazione. Per il 58% dei nostri concittadini gli immigrati sottraggono e occupano posti di lavoro che spetterebbero a cittadini italiani, e per il 75% di essi invece l’immigrazione aumenterebbe anche il tasso di criminalità. Un paese arrabbiato che, per il 69,7% non vorrebbe rom come vicini di casa e per il 52% porta avanti la tesi che gli immigrati sono favoriti al posto degli italiani. La quota schizza tra chi vive in povertà e raggiunge l’apice del 57%. Tanta ostilità che si traduce, per il 63%, in avversione per gli stranieri che sarebbero un per il welfare, mentre il 37% crede che l’impatto dei fenomeni immigratori sia un beneficio per l’economia. Un paese sempre più in contrasto con l’UE. Un’Italexit è ipotesi possibile? Per il 57% l’uscita dall’Europa è una possibilità concreta: e la media è molto più alta rispetto alla media europea del 38%. La fiducia nella Comunità è venuta e continua a venire progressivamente a mancare.

E il tutto va a rotoli: l’Italia è il Paese in cui c’è un alto tasso di abbandono precoce dell’istruzione: il 18% dei giovani tra i 18 e i 24 anni lascia gli studi rispetto a una media europea del 10,6%. I laureati italiani tra i 30 e i 34 anni raggiungono il 26,9%, contro una media Ue del 39,9%. La metà della popolazione italiana è convinta che oggi chiunque possa diventare famoso, e il dato sale al 53,3% tra i giovani tra i 18 e i 34 anni. E un terzo ritiene che la popolarità sui social network sia un elemento indispensabile per arrivare alla celebrità. Del resto lo Stato investe solo il 3,9% del Pil nel campo della cultura…

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